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Storia

Le scoperte archeologiche testimoniano come, già  dalla preistoria, il paese e le zone circostanti a Denno fossero popolate.

La struttura del centro storico del paese, con le strade che si intersecano ad angolo retto, ricalca quella di un accampamento romano. Ulteriori conferme sono date da reperti antichi, quali sette tombe romane, rinvenute presso la località  Remondina e altre presso Sant'Agnese e in Piazza. Il nome del paese deriva dal casato dei Signori de Enno, i quali tennero per ben 119 anni il dominio della città  e del principato di Trento. La potente famiglia risiedeva nel castello omonimo, distrutto nel secolo XIII, probabilmente anch'esso di origine romana, come testimoniano i reperti appartenenti all'età  imperiale rinvenuti sul Dà de Rizzi. Nel 1436 Denno fu sede del vicario delle Valli e fu uno dei luoghi ove una o più volte all'anno si teneva banco di giustizia. Nel 1461 venne emanata la Carta di Regola del paese. Dopo il 1810 fu sede della giudicatura di pace e in quel periodo fiorirono diversi studi notarili e forensi Al dopoguerra si data l'introduzione e lo sviluppo della coltivazione della mela. Nell'ottocento Denno conobbe periodi di crisi , dovuti alle carestie. E fu proprio in questi anni di crisi che si assistette al fenomeno dell'emigrazione che incise sulla dinamica sociale del territorio. Denno appartiene al distretto di Mezzolombardo e al comprensorio della Val di Non con sede a Cles. Nel 1928 i comuni di Campodenno ,Denno, Dercolo, Lover, Quetta e Termon vennero uniti nell'unico comune di Denno fino al 1952, quando le frazioni di Campodenno , Lover, Quetta e Termon furono di nuovo staccate per costituire il nuovo comune di Campodenno. Sono da segnalare gli edifici cinquecenteschi del centro storico e la Chiesa dedicata ai Santi Gervasio e Protasio di cui si hanno notizie fin dai primi anni del 1200 e che fu ricostruita nel XVI secolo. In essa sono custoditi gli stemmi delle famiglie patrizie che hanno segnato la storia del paese, mentre di un certo pregio sono gli affreschi e il pulpito in legno. Tra le altre Chiese sono da ricordare quella antica di Sant'Agnese, recentemente restaurata e quella dedicata a San Pietro, decorata da Giovanni Battista Baschenis

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Pagina pubblicata Sabato, 11 Gennaio 2014
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